Escursione di Punta Eco dal Rifugio Gardetta

Punta Eco alla Gardetta

Esiste una vetta, a poco più di un'ora dal Rifugio Gardetta, che viene ignorata da gran parte degli escursionisti che frequentano l'altopiano: è un grande peccato, perchè essa offre panorami eccezionali e la possibilità di vivere l'emozione - grazie alla conformazione delle montagne circostanti - di ascoltare non una ma ben quattro eco di ritorno quando arriviamo sulla cima.

Fino al 1995 questa cima inesplorata non aveva neppure un nome, segnata sulle carte con il solo riferimento della sua quota, 2707 m. Eppure essa aveva un ruolo molto importante nella mia tesi di laurea sulla geologia della Gardetta, in quanto sui suoi versanti affiora in modo spettacolare tutta la serie sedimentaria che testimonia l'evoluzione di un bacino carbonatico marino di un'epoca geologica chiamata Ladinico, il piano terminale del Triassico Medio, corrispondente a circa 230 milioni di anni fa.

Dovendola continuamente citare nella tesi di laurea, non poteva rimanere innominata: ecco che grazie alla sua particolarità scelsi il nome di Punta Eco, accettato successivamente ufficialmente nelle cartografie dell'Istituto Geografico Centrale con la motivazione della sua importanza scientifica.

Attenzione: fino alla catena la scalata non presenta difficoltà; quell'unico punto molto esposto è stato messo in sicurezza, ma conviene rinunciare alla vetta se si soffre di vertigini. Per questo la si consiglia soltanto ad escursionisti esperti in grado di progredire, anche se solo per un breve tratto, mettendo le mani sulla roccia. 

Dunque, pronti alla salita? Spero che le foto vi faranno capire la bellezza di questa montagna a torto trascurata.


Galleria fotografica

Punta Eco alla Gardetta
Punta Eco domina l'Altopiano della Gardetta e il Rifugio; sulla sua sinistra, la cresta dentellata di Rocca Brancia.

Punta Eco alla Gardetta
La salita dal Rifugio al Passo della Gardetta si può fare sia seguendo la strada militare che tagliando dai sentieri della prateria.

Punta Eco alla Gardetta
Punta Eco in prossimità del Passo della Gardetta; notare a sinistra la casermetta militare da cui si consiglia il sentiero di ritorno al Rifugio.
Intanto un'immancabile marmotta saluta il nostro passaggio.

Punta Eco alla Gardetta
Il grandioso panorama geologico dal Passo della Gardetta, il cui sentiero scende ad Acceglio passando per Viviere e Chialvetta.
Questa sarà la via consigliata per raggiungere la Gardetta in inverno, con sci o racchette da neve.

Punta Eco alla Gardetta
Sulla destra del Passo Gardetta parte il sentiero per il Monte Cassorso; sulla sinistra un masso indica l'inizio del sentiero per Punta Eco.

Punta Eco alla Gardetta
Il primo tratto di sentiero si svolge nei prati, seguendo le tacche rosse lungo antichi trinceramenti militari.

Punta Eco alla Gardetta
Superata una stazione dell'ARPA per lo studio del permafrost, le tacche rosse si dirigono verso la linea di cresta di Punta Eco.

Punta Eco alla Gardetta
Ogni tanto si incontrano trincee militari a protezione del Passo Gardetta: ecco come nacque il sentiero di Punta Eco!

Punta Eco alla Gardetta
Il sentiero sale deciso seguendo la linea di cresta della montagna.

Punta Eco alla Gardetta
Attenti alle vertigini: in alcuni tratti il sentiero si affaccia sulla conca glaciale di Fonda Brancia.


Punta Eco alla Gardetta
Eccoci arrivati al punto critico: la vetta è vicina, ma per arrivarci c'è un breve tratto di rocce, il cui passaggio è stato attrezzato con delle catene.

Punta Eco alla Gardetta
Non ve la sentite di proseguire? Nessun problema, pensate sempre in primo luogo alla vostra sicurezza: il panorama sarà in ogni caso meraviglioso.

Punta Eco alla Gardetta
Per chi invece decide di proseguire, eccovi in breve sulla vetta di Punta Eco.

Punta Eco alla Gardetta
È in questa direzione che bisogna urlare per sentire rimbalzare la vostra voce fra i valloni che circondano il Monte Oronaye.
La sorpresa? L'ultima eco vi ritornerà sulla vostra sinistra, dal Passo di Rocca Brancia!

Punta Eco alla Gardetta
Vista di insiemed alla vetta: da Prato Ciorliero di Acceglio in basso a sinistra, la cresta del Bric Cassin e del Cassorso,
le prateria della Gardetta e Rocca la Meja a destra; in lontananza, sopra le nuvole, il Monviso.

Punta Eco alla Gardetta
Una curiosità sulla vetta: cosa significa quella scritta? Sono gli autori delle tacche rosse del sentiero, segnate nel 1997.
Il compianto amico Eros Pollano, cacciatore di fossili, Gianni Mattalia, di cui oggi potrete gustare ottime pizze se passate da Stroppo, e il sottoscritto.

Punta Eco alla Gardetta
Nel 2008 è anche comparsa una piccola targa a ricordo di don Renzo, da parte degli amici del Gheit di Acceglio.

Don Renzo Ghiglione a Pratorotondo

Chi era don Renzo?

don Renzo Ghiglione,
parroco della chiesa di San Bartolomeo della Certosa (Valpolcevera, Genova),
morto il 10 ottobre 2007 precipitando in un dirupo sul sentiero del Lagu da Tina che da Terralba di Arenzano porta al Monte Argentea.

Don Renzo gestiva la casa diocesana di Pratorotondo in Val Maira (quella con il grande porticato all'ingresso della borgata, dove è stata ripresa la foto a lato), dove per tanti anni organizzò numerosi campi estivi per i giovani e le famiglie.
È bello pensare che a Genova, in Via Mansueto, esiste un Micronido Pratorotondo don Renzo Ghiglione, che prende il nome dalla borgata di Acceglio.



Punta Eco alla Gardetta
Raggiunti gli amici sotto la catena, rientriamo alla Gardetta in un panorama da favola.

Punta Eco alla Gardetta
Un'ultima chicca: ritornati al Passo della Gardetta, proseguire per un centinaio di metri in direzione della Fonda Brancia:

troverete una casermetta sotto la strada militare; da qui un sentiero scende di nuovo al Rifugio, offrendovi un nuovo scorcio sul Paradiso.


Nota di copyright: testi e foto sono di Enrico Collo
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