Geologia e dinosauri alla Gardetta


Rocca La Meja
Rocca La Meja e l'omonimo Lago della Meja, dalla vetta del Becco Nero.


A caccia di dinosauri alla Gardetta
in compagnia del geologo Enrico Collo, autore della scoperta

Escursione in programma tutte le domeniche di luglio e agosto;

per gruppi di almeno 10 persone, anche in altri giorni della settimana.
Per info e prenotazioni: tel. 349.7328556

Dinosauro Gardetta



Ecco alcune foto dell'escursione:

Ticinosuchus feroxGardetta Patrimonio Geologico Italiano
Geologia Monte OronayeEscursioni al Rigugio Gardetta
Ripple marks della GardettaImpronta Ticinosuchus ferox
Escursioni Altopiano GardettaGeologia di Rocca La Meja

 



La storia

Dal 1995 al 1998 il Rifugio della Gardetta ospitò uno strano personaggio, che vagava per l'Altopiano con una bussola, un martello, un quaderno di appunti e delle strane carte colorate. Era lo studente di geologia Enrico Collo, che in quegli anni scalò tutte le cime che circondano l'Altopiano della Gardetta, studiando in dettaglio le diverse rocce e i loro rapporti stratigrafici e tettonici che all'occhio attento raccontavano una storia lunga quasi 300 milioni di anni.

Grazie alla successione delle rocce si possono infatti ricostruire gli antichi ambienti geografici in cui esse si formarono: vulcani, fiumi, deserti, spiagge e mari tropicali con barriere coralline si susseguirono nel tempo, raccontando la storia di un continente che stava sprofondando in fondo al mare. Non si tratta del mito di Atlantide, ma le vicende del supercontinente Pangea che si stava fratturando creando nuove geografie sul pianeta Terra, con la formazione di nuovi oceani e nuove placche continentali: la Gardetta si trovava proprio sul bordo di una di queste fratture, registrando tutte le fasi di questo incredibile e per tanti versi catastrofico periodo geologico.

Quello che era un antico mare, come testimoniano una grande quantità di fossili, oggi si ritrova a oltre 2.000 m di altezza; come è possibile tutto ciò? Per spiegarlo è necessario compiere un altro salto nel tempo, analizzando cosa è successo negli ultimi 100 milioni di anni: l'Oceano alpino (Ligure-Piemontese per i geologi), per le mutate condizioni dinamiche createsi nell'area mediterranea, si richiuse, portando alla collisione l'Africa e l'Europa e al sollevamento della catena montuosa delle Alpi. Lo scontro ha lasciato tracce spettacolari: basta osservare le pareti verticali di Rocca la Meja, o gli strati contorti del gruppo Punta Eco-Rocca Brancia, del Cassorso e del Bodoira-Monte Giordano per rendersi conto delle forze in gioco che hanno piegato e innalzato l'intero Altopiano della Gardetta fino alle quote attuali.

L'ultimo grande evento in ordine di tempo, registrato nella morfologia del paesaggio attuale, fu il grande cambiamento climatico a livello planetario che originò un susseguirsi di epoche glaciali negli ultimi 2 milioni di anni. Fu in questo periodo che si plasmarono le praterie dell'Altopiano, grazie all'azione levigatrice dei ghiacciai che sgretolarono le montagne e trascinarono a valle una grande quantità di detriti sotto forma di cordoni morenici: è sufficiente fare due passi intorno al rifugio per immaginarsi come doveva essere il panorama fino a 12.000 anni fa, quando si concluse l'ultima glaciazione.

Ascoltata la tesi di laurea, frutto di tre anni di lavoro, il prof. Michele Piazza dell'Università di Genova intuì le potenzialità didattiche della Gardetta, organizzando qui le escursioni estive di geologia per i suoi studenti. Grazie al suo interessamento e alla stretta collaborazione con Enrico, ecco che nel 2001 l'Altopiano entrò a far parte dei Patrimoni Geologici Italiani, mentre nel 2008 avvenne la scoperta più importante, la testimonianza di una passeggiata degli antenati dei dinosauri: su una serie di strati inclinati in rapida erosione accelerata, rappresentanti un'antica piana di marea in un ambiente di transizione fra il mare e la terra emersa, comparvero delle strane impronte.

La meraviglia fu tanta, confermata l'anno successivo dal Prof. Heinz Furrer dell'Università di Zurigo, fra i massimi esperti europei di impronte di dinosauri: si trattava in effetti delle impronte lasciate in riva al mare da un gruppo di rettili nel periodo chiamato Triassico, una 
passeggiata avvenuta ben 242 milioni di anni fa!

A quel tempo i dinosauri non esistevano ancora, essendo comparsi soltanto 230 milioni di anni fa, e le impronte scoperte divengono ancora più importanti in quanto appartengono ai loro antenati, gli Archosauria; in particolare si tratta della specie Ticinosuchus ferox, ossia il "coccodrillo feroce del Ticino", così chiamato perchè lo scheletro di questo animale è stato scoperto in Svizzera, sul Monte San Giorgio nel Canton Ticino, luogo oggi riconosciuto Patrimonio Unesco per i suoi incredibili reperti fossiliferi.


Il Ticinosuchus appartiene dunque alla famiglia degli Archosauria, che significa "le lucertole dominatrici": simile ad un coccodrillo, decisamente carnivoro per i suoi denti, lungo fino a 2,5 metri, muscoloso, slanciato e con una lunga coda che camminando teneva sollevata da terra, sulle spiagge tropicali della Gardetta, lasciando dietro di sè le tracce del suo passaggio, impronte sprofondate nel fango che sembravano effimere, come quelle che si lasciano ogni giorno della nostra vita, ma che invece sono miracolosamente arrivate sino a noi e oggi ci fanno sognare di un lontano mondo passato.

Ogni anno l'eccezionale affioramento viene monitorato e fotografato, documentandone la rapida evoluzione legata agli strati in frana e alle condizioni climatiche estreme dell'inverno. Purtroppo alcune delle prime impronte sono scomparse a causa dell'azione del gelo-disgelo, ma nel frattempo se ne scoprono sempre di nuove regalando grandi emozioni ai visitatori che si avvicinano alle rocce con rispetto e con la guida di chi le ha scoperte. 
Si auspica che possa al più presto prendere avvio un progetto pubblico per la loro conservazione e valorizzazione.


Impronte dinosauro


Vuoi partecipare anche tu ad una facile escursione per imparare a riconoscere il magico mondo delle rocce e fare un salto nel tempo di 250 milioni di anni? Il geologo Enrico Collo organizza visite guidate alla Gardetta tutte le domeniche di luglio e agosto, oppure accompagna gruppi su prenotazione anche in settimana, da giugno a settembre. Contattatemi al 349.7328556 o su info@naturaoccitana.it per informazioni.


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